mercoledì 12 gennaio 2011

DA DOMANI

Irrazionalità, reazioni istintive o apparentemente immotivate.
Si passa la vita a cercare di eliminarle o di limitarle, forse perché si pensa che il raggiungimento della perfezione sia una meta da rincorrere a tutti i costi.
Che noia, se fosse veramente possibile!
Quanto è bello essere  felicemente imperfetti, qualche volta irrazionali, cercando, nello stesso tempo, di migliorarsi.
Come già ho detto altre volte, il valore sta nel tentativo e non nel raggiungimento dello scopo.
Naturalmente parlo di sentimenti, di sensazioni, di comportamenti e di rapporti con gli altri.
Certamente non di lavoro, che quello è un mondo a parte, dove molte di queste cose spessissimo sono false e dettate dalla necessità e soprattutto dalla convenienza.
E’ un mondo con regole diverse, dove conta solo il raggiungimento dello scopo e dove, se per farlo, tieni un comportamento anche scorretto, ma in modo nascosto, conta solo per te, perché si viene giudicati solo dal risultato finale.
Insomma sono due modi di considerare la vita, con principi ed etiche diverse e anche se uno fa di tutto per non farsi influenzare, alla fine, un po’ vieni contaminato.
La bravura e la grande difficoltà è nel riuscire a vaccinarsi, perché, purtroppo, la nostra vita è, normalmente, assorbita soprattutto dal lavoro.
Mia moglie ed io, ci siamo abbastanza riusciti ed è anche per questo che, malgrado il grande impegno profuso in tanti anni, non siamo ricchi.
Ma mi piace illudermi che siamo più ricchi di tanti altri.
E’ una ricchezza che non si può quantificare, la cui dimensione è interiore che non ha riconoscimenti, se non in noi stessi. 


Le soddisfazioni materiali  sono piacevoli, specie quando provengono da un opera intellettuale o artistica, ma niente è paragonabile alla consapevolezza di agire sempre correttamente verso tutti, anche quando farlo si rivela veramente difficile.
Ci somigliamo molto in questo tipo di comportamenti e non credo che nessuno dei due abbia influenzato l’altro e sono certo che questo è uno dei motivi per cui il nostro incontro è durato tanto tempo.
Affrontando i rapporti con gli altri, Marcello Marchesi diceva:”Io credo molto nell’amicizia, sono i miei amici che non ci credono”.
Malgrado questo, io continuo a puntarci, anche se Marchesi aveva ragione, è effettivamente così, ed è, spesso, molto difficile da digerire.
Adesso è diverso rispetto ai diciotto anni, ora sono più prudente meno indifeso, ma sempre disponibile per chi penso che lo meriti, anche se qualche volta alla mia veneranda età, malgrado le prudenze, mi accorgo ancora di aver giudicato male.
Purtroppo in quelle cose l’intelligenza e la razionalità, ogni tanto, vanno in vacanza e l’illusione è un’arma impropria che a volte ferisce più di una vera.

Ma basta parlare, troppo serio e di cose che non sono tanto né piacevoli né edificanti.
Quello che mi è capitato ci ha cambiato la vita, ma non gli interessi e neanche i desideri.
Il fisico, almeno il mio, non risponde più alle sollecitazioni come prima, ma i sogni restano, sono tutti lì, intatti.
Se vorremo potremo fare qualsiasi cosa insieme, utilizzando il tempo che ci è sempre mancato.
Senza lasciarci condizionare dagli acciacchi, che, pur essendo reali, non si devono permettere di limitarci la vita, almeno nelle scelte più importanti.
Finché la testa funziona, anche se il fisico non risponde come prima, si può fare qualsiasi cosa, se veramente si vuole.
Se non facciamo quello che ci va adesso, che aspettiamo, di festeggiare al funerale?
Magari non sarà del tutto vero,ma ho la netta convinzione che questa è la prima volta nella nostra vita, in cui possiamo fare tutto quello che vogliamo, senza costrizioni e senza particolari limiti.
Non ci resta che approfittarne il più presto possibile, perché il tempo passa molto veloce e la vita presa al volo, magari un attimo prima che le porte si chiudano, è spesso la più divertente, per le sorprese che potrebbe riservare.

martedì 11 gennaio 2011

LEO


Il gusto dell’ironia spesso,se non stai attento ti può prendere la mano e portarti a dire anche cose spiacevoli.
Lascio a voi di capire se si tratta di questo o se un fondo di verità in quello che ho scritto c’è, magari un po’ esagerata dal mio, sempre presente, desiderio di giocare.


LEO

Il nostro rientro a casa sembra sia stato irrilevante, meno che per il fatto che, fortunatamente, dopo il pessimo tempo che c’era stato, abbiamo portato giornate senza pioggia, un po’ freschine ma non gelide, e questo è stato decisamente apprezzato dalle nostre ospiti.
La situazione politica generale appare come se si fosse fermata e avesse aspettato il nostro ritorno, in famiglia non abbiamo trovato cambiamenti e la vita sembra procedere come al solito, insomma la sensazione che abbiamo avuto, è stata che, ci siamo o non ci siamo, cambia poco o niente.
Quasi, quasi, non ci siamo.
Non che ci aspettassimo che stendessero tappeti rossi all’arrivo, ma un tantino di entusiasmo in più, non avrebbe guastato.
La maggiore soddisfazione ce l’ha data Leo, uno dei gattoni di casa,ma non in casa, (un soriano,un tipo Romeo, il guardiano del Colosseo), che malgrado la mole e l’indolenza tipica di un gatto, quando ci ha visti arrivare, ci è venuto incontro alla macchina, anche se era buio e quando l’ho chiamato ha risposto con un particolare miagolio (lui non miagola quasi mai) e un atteggiamento del corpo inconfondibile per un gatto che vuole dimostrare che è contento.
L’ho preso in braccio e c’è pure stato, malgrado non gli piaccia affatto, visto che si crede, e dimostra di essere, un maschiaccio dominante, convinto, secondo me, che in braccio si fanno prendere solo le miciette o i gatti  d’appartamento.
Da proprio la sensazione che si senta diminuito e che non sia dignitoso, per uno come lui, lasciarsi manipolare come un qualsiasi gattino.
Ebbene è l’unico che ha dato la sensazione di essere felice di rivederci, neanche la nostra gatta di casa, Zazà, alias Pizzi, Pizzi, ha dato segni, almeno sul momento, di contentezza, anzi ci ha accuratamente evitato.
Per non parlare degli umani, magari erano felicissimi, ma l’hanno nascosto molto bene.
La mia famiglia materna, che ormai si è ridotta a due persone,  mia madre e mia zia che abitano con noi, devono aver fatto un particolare studio negli anni per riuscire a non dimostrare i sentimenti, in quasi tutte le occasioni, perlomeno spero che sia così, perché, se no, dovrei pensare che i sentimenti proprio non ci sono.
Ma sicuramente questa è una mia malignità, la debolezza di non saper resistere alla tentazione di dire una battuta.
Certo è che, per fortuna, mia moglie e io non abbiamo bisogno di niente e ci bastiamo o così amo credere, perché se per caso avessimo carenza di affetto, di un po’ di calore umano, avremmo qualche difficoltà a trovarlo, anche impegnandoci a scavare nella loro anima, in modo approfondito.
Con un po’ di immaginazione, Rita trova lati, molto ben nascosti, che dovrebbero essere segnali di legame e di partecipazione.
Per quanto mi sforzi, a me non riesce altrettanto, anche se, quando me ne parla, faccio finta di essere d’accordo con lei e, per quieto vivere, fingo di credere che certi nostri comportamenti vengano capiti ed apprezzati e che l’attaccamento che dimostriamo, venga ricambiato.
E’ molto probabile che abbia ragione lei e che io pretenda troppo da persone che per carattere, per esperienze, per abitudini, non potranno mai diventare espansive, né tantomeno estroverse.
Ma per fortuna, c’è Leo.
Lui è sempre pronto, malgrado il temperamento e la dignità, se cerchi affetto lui c’è sempre e, al contrario della maggior parte degli altri gatti che lo fanno perché sperano di mangiare, Leo viene anche senza  interessi.
Io non gli do mai la pappa, eppure corre lo stesso.
Addirittura ha capito che io non sto bene e faccio molta fatica ad accarezzarlo quando lui è a terra e per evitare di farmi piegare, salta sul tavolo o sul muretto per farsi carezzare.
Sempre virile, sempre dignitoso, non si mette mai, come quasi tutti i gatti a pancia per aria, o gira la testa indietro, scoprendo il collo, che è un segno, nello stesso tempo, di fiducia e di sottomissione.
Fiducia sì, sottomissione mai.
Ma non vorrei essere frainteso, perché, con quello che ho scritto, potrebbe sembrare che io preferisca il gatto a mia madre.
Non è così naturalmente, ma rimane il fatto che da una madre o da una zia, ti aspetteresti più di quanto ti può dare un gatto.
Sicuramente sono io carente, perché dovrebbe bastarmi la loro presenza,la vicinanza ad accontentarmi e appagarmi.
Più ci penso e più me ne convinco, solo che due braccia al collo o due occhi che si illuminano quando ti vedono, fino ad arrivare ad un gatto che è palesemente felice solo perché ti sta vicino, sono un’altra cosa, che ti riempie il cuore e che nessun ragionamento, per quanto logico, per quanto giusto e  razionale, potrà mai cambiare.
Se Leo fosse stato un cane, sarebbe stato ancora comprensibile, ma per il gatto l’affettuosità, specie disinteressata, non è una prerogativa peculiare.
Due sono le cose: o è veramente un gatto speciale, oppure io ho una famiglia un po’ strana.
Sicuramente, Leo è speciale.
Deve essere per forza così!

lunedì 3 gennaio 2011

GLI UCCELLI


GLI UCCELLI
 
Stando al mare, mi è capitato ultimamente, essendo “pieno d’impegni”, di osservare alcuni uccelli a terra e non in volo e ho notato alcune strane caratteristiche.
Il piccione cammina tutto impettito come se avesse un impegno, senza curarsi di chi gli sta intorno, ma, in certi casi, da anche l’idea di avere qualcuno che lo insegue e che lui lo sfugga con fare disinvolto, senza dare l’impressione di fuggire, non allunga mai la falcata, la accelera e avanza caracollando a piccoli passetti come Charlot.
Raramente è arrabbiato anche nelle rivalità in amore o per il cibo, va contro l’avversario ma senza grandi scene, salvo qualche eccezione, da parte del più grosso del branco, naturalmente, ma mai veramente violento come fanno molti altri uccelli e, appena può, si mette a seguire la femmina con metodo, senza manifestare particolare combattività, cercando di tagliarle la strada.
Il gabbiano è perennemente incazzato, la stessa voce lo dimostra, e se guardate l’espressione, è spesso bellicosa, anche quando gioca con i rivali, facendo evoluzioni nel cielo.
A terra tende all’aggressività anche verso l’uomo specialmente se vede il cibo, si frena un po’ solo perché evidentemente si rende conto della differenza di dimensioni.
Il cormorano sembra il più indipendente di tutti, non pare aver timori di nessun tipo, neanche da parte degli uomini, si fa avvicinare ma non toccare, probabilmente, perché non vuole rotture di scatole, ha il suo lavoro di pesca quotidiano, che svolge con una diligenza e bravura sorprendenti.
 
Poi stanco esce dall’acqua e si mette al sole ad asciugare allargando le ali.
Lo scopo sicuramente è quello, ma sembra che gli piaccia anche farsi ammirare.
E’ un piccolo animale come dimensioni, ma quando ha le ali aperte diventa maestoso perché l’apertura è veramente notevole rispetto alle dimensioni del corpo.
Non essendo un ornitologo, ma solo un amante degli animali non molto esperto, non continuo, perché ci sarebbe da approfondire il comportamento di molti altri uccelli.
Delle galline e soprattutto dei galli, delle anatre, dei germani reali, dei cigni, che a prima vista sembrerebbero tutti abbastanza simili, ma che osservati uno a uno, presentano, caratteristiche peculiari e uniche.  
L’elenco sarebbe talmente lungo,visto che le specie di uccelli sono una quantità quasi infinita,che meglio fermarsi a quelle più comuni e conosciute almeno da me, per definire alcune tipologie.
Ad esempio il comportamento del gallo è qualcosa di speciale, da ammirare.
Il modo come protegge il suo pollaio e soprattutto le galline, il portamento, l’autorevolezza e maestosità dei movimenti, che non sono mai fatti a caso, ma palesano il significato che vuole trasmettere a chi si azzarda ad avvicinarsi.
Entrando in un pollaio si sa perfettamente chi è il padrone del posto e di tutte le abitanti, non accetta nessun altro e tollera appena il proprietario del podere perché proprio non può farne a meno.
Vi chiederete perché me ne esca con un discorso del genere e cosa c’entri con i temi che ho svolto fino ad ora.
Ammesso che si possano classificare, in quanto, a me sembra che, la cosa che mi riesce abbastanza bene è di passare da palo in frasca.
Di toccare argomenti sempre diversi, seguendo l’ispirazione del momento, i miei umori.
Senza mai pormi precisi scopi, se non quello di esprimere a mio modo un’opinione, uno stato d’animo, un momento di allegria, di felicità, di malinconia o di tristezza.
Tornando al motivo che mi ha spinto a parlare di animali è che la loro osservazione mi ha fatto pensare agli umani.
Ho sentito dire che gli uccelli non sono famosi per essere tra gli animali più intelligenti del creato, sembra che in genere i mammiferi siano quelli che si possano più avvicinare a noi.
Questo, anche per una questione di dimensioni del cervello, ammesso, che sia dimostrato, che le dimensioni contino qualcosa.
Infatti, ad esempio i piccioni, come anche i colombi, non ricordo che siano stati mai citati per l’intelligenza. 
Eppure qualche ragioniere impettito che camminava altezzoso senza dare confidenza, avanzando a piccoli passetti con il naso allinsù, evitando le persone indesiderate l’ho conosciuto e spesso non era molto più acuto di un piccione.
Come gente irascibile e aggressiva senza motivo, che confonde il gioco con le prove di forza o grandi lavoratori impegnati (pochi per la verità tra gli umani) che si mettono a testa bassa sino a che non hanno terminato il loro compito e che, dopo, sono orgogliosi di dimostrare la loro bravura.
Tipico è anche il comportamento del patriarca, anche se sempre meno, e del classico maschio latino, preferibilmente meridionale, che ritiene la sua famiglia e in particolare le sue donne proprietà personale e lo ostenta più che può.
Per fortuna questo lato delle manifestazioni umane sta sparendo, credo, definitivamente ed è sempre meno riscontrabile, anche nel paese più sperduto della Sicilia.
Secondo me, le analogie sono più concrete di quanto l’uomo voglia ammettere e, tuttavia, gli uccelli sono sempre considerati animali belli esteticamente, quasi tutti molto eleganti, da guardare o addirittura tenere in gabbia, non riconoscendogli la dignità di esseri pensanti.
Certo per loro, come per tutti gli altri animali sono fondamentali i comportamenti che tendono alla sopravvivenza, a mangiare, a procreare, e a proteggere i più piccoli.
Se ci pensiamo bene anche per noi, malgrado tutte le nostre psicologie spesso masturbatorie, quelle cose sono di solito fondamentali, ma gli uccelli restano nella comune opinione poco più che ornamenti del creato.
Chissà, forse è vero, avrà ragione la maggioranza della gente, oppure tutto questo nasconde un grande senso d’inferiorità da parte nostra, che non potrà mai essere colmato.
Così come alcuni psicologi dicono che le donne hanno l’invidia del pene e su questo avrei molti dubbi, noi bramiamo fin dall’antichità, di volare, sapendo che, potremo inventare quanti surrogati vogliamo, ma non potremo mai essere come gli uccelli.
Ricordo che da giovane uno dei sogni ricorrenti che facevo, era proprio quello di volare.
Non di vedermi volare, proprio la sensazione fisica di sollevarmi da terra e di essere in grado di librarmi nell’aria, di muovermi e dirigermi ovunque volessi, cullato e sostenuto dai venti.
E’ stata, perché, purtroppo, è un po’ di tempo che non lo sogno più, una delle emozioni più belle della mia vita, forse la migliore di tutte e se gli uccelli sono in  grado di provarla tutti i giorni e tutto il giorno, forse non ha molta importanza se siano più o meno intelligenti di qualche umano.

 





sabato 1 gennaio 2011

ASPETTANDO MEZZANOTTE


ASPETTANDO MEZZANOTTE

Notte di capodanno alle Canarie,
notte di primavera,
un cane abbaia lontano,forse l'hanno lasciato solo,
tanto perché dovremo fare tardi,
abbiamo cenato prima del solito,
il silenzio è quasi totale,(a parte il cane)
la veste da camera ci dona a tutti e due,
abbiamo finito le telefonate d'auguri,
tutti gli amici e conoscenti sono stati ascoltati e salutati,
pare proprio che i problemi non finiscano mai,
non sono solo una nostra prerogativa,
eppure noi ne abbiamo abbastanza,
li potremmo esportare anche senza contropartita,
come arrivare a mezzanotte?
La televisione spagnola è inguardabile,
soprattutto parla spagnolo e noi non lo capiamo,
io sono a dieta e Rita ha un inopportuno attacco di dissenteria,
immaginatevi la cena....memorabile, da ricordare,
la gatta questa sera ha deciso di stare con noi in terrazza,
ieri è stata fuori tutta la notte,
sta mattina i maschi della zona avevano tutti gli occhi cerchiati,
aprendo la porta della terrazza si odono musiche,
nelle case qualcuno giustamente fa festa,
finora niente botti però e speriamo che duri così,
oggi è l'ultimo giorno del terzo anno post tzunami,
sono ancora vivo e non è poco,
soprattutto perché mi avevano predetto sei mesi di vita,
se fosse stato vero, pur non essendo piacevole,
la certezza di sapere quando devi morire,
ti permette di fare tutto ciò che vuoi,
ma neanche quello,non basta che sei grave,
certi medici sono scarsi anche nelle previsioni,
ieri sono riuscito a godermi un piccolo bagno di mare,
è stata una grande conquista,
oggi mi sono sentito abbastanza bene e non mi posso lamentare,
domani chissà, magari andrà ancora meglio,
cercherò di iniziare l'anno bene,
sapete il detto?
C'è un'invasione di formiche da ieri inspiegabilmente,
speriamo che risparmino il letto,
Rita mi ha detto che per mandarle via ha messo il sale in cucina,
quando le ho chiesto perché, dopo un attimo di perplessità
mi ha detto che era forse perché gli sarebbe venuta sete,
a questa risposta è seguito un lungo silenzio significativo,
c'é una formica anche sul computer mentre scrivo,
l'ho uccisa spietatamente, sono crudele,
Rita sta rassettando la cucina,
quando finirà forse ci faremo una bella chiacchierata,
troveremo il modo come ci succede spesso ormai,
di ridere di noi e delle nostre cose,
ma che avremo da ridere?
Invece indovinate cosa si è messa a fare?
A spazzare per terra,
la notte di capodanno!
Poi dicono che le donne non sono strane,
immaginate un uomo solo a pensare una cosa del genere,
non dico a farla, perché è improponibile anche per i babbi di casa,
adesso è uscita in terrazza,
le cose sono due o ascolta la musica che viene dalle case altrui,
o si è messa a pulire anche il terrazzo,
rientra mangiando un biscotto dietetico,
”buono, ha un retrogusto di segatura mica male”,
contrordine la gatta è andata anche questa sera,
probabilmente con una notte intera,
non è riuscita a soddisfare tutti i gatti del quartiere,
adesso Rita mi si è avvicinata e legge quello che scrivo,
il fatto è che sindaca sui contenuti,che ha da ridire,
come si permette di giudicare cose così importanti e pregnanti,
se continua,mi dispiace ma glielo dovrò dire,
dopo aver scritto tutte queste scemenze sono riuscito a raggiungere le 21,30,
Mezzanotte è lontana,
potremmo uscire e suonare tutti i campanelli,come si faceva da bambini,
e alle proteste correre gridando: “No intiendo,no intiendo”,
e adesso dopo poche parole e due fotografie sono arrivate le 22,
come sono fortunati in Italia che gli manca solo un'ora,
credo che finirò per prendere una grande decisione,
me ne andrò a letto,spero con Rita, a leggermi un bel libro,
e dopo due pagine di lettura dormirò profondamente,
sognando di veglioni di capodanno,di donne in vestiti da sera,
di baci a mezzanotte,di stelle filanti e di fuochi d'artificio,
di danze sfrenate,di valzer avvolgenti e di tanghi sensuali,
domattina mi sveglierò soddisfatto,
ma un po' stanco per la nottata passata a ballare e festeggiare,
pensando “questo è l'ultimo anno che lo faccio,
non ho più l'età.”