lunedì 20 dicembre 2010

MOLTO MEGLIO FEDE

MOLTO MEGLIO FEDE
Dopo aver scritto su Emilio Fede, ho ricevuto dei rimproveri da mia moglie e da diversi amici, i quali sostengono, forse con più di una ragione, che non sia giusto prendersela con l’anziano giornalista, quando ci sono esempi televisivi molto più discutibili e anche più eclatanti.
Certo parlare di Santoro, di Floris,di Fazio,della Berlinguer,della Dandini,di Reporter, delle Invasioni Barbariche, etc.,etc., ma anche di Paragone,sarebbe stato più facile,più giustificato,ma anche più ripetitivo e scontato.
Per chi è di sinistra tutti questi ad eccezione di Paragone sono idoli,per gli altri dei mistificatori.
Per Paragone succede quasi  l’inverso, perché sicuramente non è l’idolo di nessuno.
Personalmente in quello che ho scritto,però ho cercato di sottolineare la qualità,o meglio la mancanza di qualità,senza entrare nei contenuti e devo dire che  Santoro e gli altri sono, in assoluto dei bravi professionisti che, partendo dal presupposto che non fanno vero giornalismo, ma tendono a ottenere uno scopo, quella che per loro è una missione, il loro lavoro lo svolgono piuttosto bene.
A questo punto,però,mi sembra giusto aprire un altro discorso che riguarda in che modo è corretto giudicare la professionalità e se questo riguardi la maniera di esprimersi o anche il contenuto, considerando che chi fa questo lavoro, dovrebbe essere libero di dire qualsiasi cosa, purché rientri nella  legalità.
Se riguarda anche i contenuti, come è probabile che sia, tutti questi che ho citato sono molto peggiori di Fede, il quale,almeno non è offensivo, è da la sensazione di credere pure in quello che fa.
Gli altri che ho citato,come già detto, secondo me, spesso hanno una tesi preconcetta da raggiungere a qualsiasi costo,anche con ingiurie, calunnie e qualche volta, diffamazioni.
Il modo di organizzare le trasmissioni,gli ospiti,le interruzioni studiate ad arte,lo spazio lasciato a certuni e a altri no, dimostrano tutto ciò e trasformano dei talk show giornalistici, in pantomime dal risultato scontato fin dall’inizio.
Ad eccezione della volta nella quale Berlusconi alza il telefono e spariglia tutta la trasmissione,salvo pagarlo in quella successiva, nella quale le rivincite non si fanno mai attendere.
Mi sembra chiaro, che almeno ad alcuni di questi andrebbe impedito di agire in quel modo, perché in un paese democratico è assolutamente indispensabile il dissenso, ma sempre dentro i canoni della correttezza e abbastanza frequentemente,questi vengono oltrepassati abbondantemente.
Chiedere in giro, seriamente o scherzando, di fare una colletta per Santoro,sinceramente non me la sentirei proprio,e credo che oltre a non averne bisogno, neanche la vorrebbe.
Perciò, ripensandoci bene, chiedo venia a Fede e a tutti quelli che leggendo si sono sentiti un po’ indignati,prometto di non ricadere più  nei miei errori,ma per favore, cinque Ave Maria e cinque Padre Nostro, non fatemeli dire.


    

LA VITA E’ ADESSO

LA VITA E’ ADESSO
    

La vita è adesso”,diceva Claudio Baglioni, ”The life is now”, dice Vodafone.

Mi sembra incontestabile, la pensavo così anche prima di avere i problemi di salute ormai noti, figuriamoci adesso.
Per me il futuro non è mai stato qualcosa di concreto, di tangibile e lo è ancora meno ora.
Domani è un concetto aleatorio, fumoso, immaginario e soprattutto incerto, la vita per me è stato un susseguirsi di oggi almeno da un certo momento in poi e credo che ormai lo sarà fino a che un giorno qualcuno riferendosi a me,parlerà al passato.
Quando cito il futuro é sempre riferito agli altri, in genere e alle persone che amo in particolare.
E’ un concetto chiarissimo sin dall’antichità se solo si pensa al  “Carpe Diem di Orazio che viene citato spesso  a sproposito senza riportare la frase per intero, che tradotta, continua:confidando il meno possibile nel domani", di solito interpretata come un gretto opportunismo o nel senso di godersi la vita il più possibile, mentre voleva solo, semplicemente dire che l’uomo non può mai essere certo del dopo.
Con questo non dico che i progetti non si debbano fare, anzi sono giusti, doverosi e molto umani, specialmente se si riesce a dimenticare, almeno per un po’, quello che ho appena detto e, in particolare, se riguarda i molto giovani.
Li ho fatti e li faccio ancora, anche se, coerentemente, ma senza renderlo esplicito,da un certo momento in poi, riguardano le mie persone care e me, solo di conseguenza.
Per non essere male interpretato, meglio chiarire che non voglio assolutamente dire che io sono certo di morire domani o di ammalarmi ancora di più.
Il futuro non lo sa nessuno e conosco gente che doveva morire da più di quarant’anni ed è ancora qui e ragazzi poco più che ventenni, nel pieno della vita, che muoiono all’improvviso, dimostrando una volta in più,se ce ne fosse stato bisogno, che l’ingiustizia, oltre all’imprevedibilità, è una parte integrante e significativa della vita.
Dietro a tutto questo non si nasconde una nevrosi o peggio una depressione, anzi nel mio caso, non sono stato mai così allegro, neanche quando le cose mi andavano molto meglio di ora.
Tutto nasce dalla profonda convinzione che non sia giusto per me puntare sul domani.
Finché lavoravo ero costretto a progettare i passi successivi,magari malvolentieri, ma se volevo continuare era impossibile evitarlo, adesso che ho smesso, non ho neanche più quella costrizione e il mio pensiero, che era già presente, si è definitivamente consolidato.
Forse è proprio che non sono curioso e neanche interessato, a quello che accadrà, sono tutto concentrato a non sprecare neanche un minuto del momento che sto vivendo, nell’attimo stesso in cui lo vivo e che la vita, per me, non è scandita dalle ventiquattro ore.
Un tramonto non interrompe il tempo, che  continua, non si ferma e quando lo farà, sarà definitivamente.
Scandire le ore e la tua storia in giorni, mesi, anni è una convenzione e non ha neanche molto senso.
 A ognuno di noi viene concesso un periodo che inizia e finisce e quel tempo, quell’intermezzo tra la nascita e la morte, è l’unico che conti veramente, salvo che poi, per chi ci crede o per chi non credendoci verrà sorpreso,non continui ancora.
Ma la durata ha un’importanza relativa, conta molto quello che sei stato capace di fare durante l’intervallo che ti è toccato.
Vale di più la vita di Michelangelo che è vissuto moltissimo,di quella di Raffaello, del Caravaggio  o di Mozart, che invece sono morti molto giovani?
Solo per scegliere tutti personaggi geniali, sui quali fare una graduatoria risulta quasi impossibile, perché, sarebbe addirittura banale paragonare uno di questi che ci hanno lasciato prematuramente, a una persona qualunque vissuta a lungo.
Ma questo risponde solo ad una parte del mio ragionamento, perché Raffaello e Caravaggio,pur nella loro breve esistenza, è probabile che qualche progetto l’avessero pur fatto, non prevedendo sicuramente la loro fine prematura.
Invece io sono convinto che l’unico progetto che conti veramente è quello che ti porti ad addormentarti la sera contento di te e di quello che hai fatto e ti svegli la mattina con lo stesso stato d’animo pronto a proseguire, non un nuovo giorno,ma la tua vita.
Ribadisco, qualora non mi fossi ancora spiegato bene,che in questo non c’è, almeno da parte mia, nessuna forma di pessimismo anzi, per me, il bicchiere è sempre mezzo pieno, usando un luogo comune per semplificare il concetto, e, non contare sul futuro, non dipende dalla convinzione che non mi aspetto niente di buono, ma dal fatto che non trovo utile e razionale puntare su una cosa che non puoi controllare e spesso neanche prevedere.

Perciò,Amore mio, e mi scuso con chi legge, per il fatto personale, l’addossarsi tutte le colpe del mondo,sentirsi sempre responsabile di qualcosa, non è giusto e neanche logico,ma in compenso è spesso molto doloroso.
Pur comprendendo che il senso del dovere, per chi lo sente come te,venendo da lontano, sia molto difficile da sconfiggere, sarebbe più giusto cercare di vivere il momento, senza lasciarsi condizionare da quello che potrà accadere domani, quando non ti senti in grado di assolvere a tutti i compiti che credi siano un tuo dovere.
Molti di questi te li sei dati da sola e ormai sei convinta di non potertene liberare più.
Invece,credo che, spesso siano falsi scopi, che potresti, almeno parzialmente, eliminare.
Secondo me dovresti ripensare la tua vita, valutare bene quello che veramente è importante per te e che può farti, se non felice, almeno contenta e dedicartici con tutte le tue forze e capacità.
Visto che nessuno sa quanto ci resta da stare insieme, utilizziamo ogni ora,ogni momento, in modo che valgano la pena di essere ricordati e se il tempo sarà lungo, molto meglio,vorrà dire che i nostri ricordi saranno ancora più pieni di quanto già non lo siano, se no, ci faremo bastare quelli che avremo potuto vivere.
Questo perché,di una cosa sono assolutamente convinto:
A mio avviso,non conta la quantità, ma la qualità.  


venerdì 17 dicembre 2010

CON FEDE O SENZA FEDE?

CON FEDE O SENZA FEDE?
 “ Il povero Fede è l’ultimo dei moicani” disse Berlusconi diversi anni fa, quando il direttore del TG4 era accusato di essere il più di parte di tutti e anzi era ormai diventato l’emblema, il simbolo della parzialità, molto ingiustamente,dal mio punto di vista, perché il TG3 non lo è stato mai di meno, restando nell’ambito televisivo e in quel periodo, perché attualmente, ne potrei citare altri.
Sono passati gli anni e il problema non è più che Fede sia di parte o no, ma,a mio avviso, non è producente che faccia un telegiornale molto discutibile.
Il suo non può essere ritenuto neanche tale, in effetti, è una forma di spettacolo non sempre gradevole, dove lui fa le sue gag, spesso le sue gigionate, senza realmente parlare approfonditamente delle notizie.
La maggior parte del tempo è utilizzato dalla meteorologia e da quanto questa influisca sulla salute e un  po’ dal traffico con collegamenti relativi, ingigantendo le notizie, di solito, un po’ su tutto e un po’ troppo.
Le notizie di cronaca abitualmente sono molto imprecise e approssimative e ogni tanto lui si lascia andare a commenti avventati, superficiali e spesso banali che, secondo me, dovrebbe evitare.
Sembra come se fosse a casa sua a parlare con una serie di amici, che è pure una bella cosa perché, probabilmente, gli deriva dalla grande esperienza e dalla sicurezza che sente di avere, ma il risultato finale è che ne soffre la professionalità e la completezza.
Sono certo che ad alcuni affezionati risulti anche simpatico e bravo,ma un osservatore neutrale,se si tralascia la parte umana e personale,non credo che possa apprezzare il risultato finale del suo lavoro.
Anche sulla politica, tenendo presenti i suoi precedenti e gli attacchi ricevuti, è sempre attentissimo a non dire cose che potrebbero essere offensive verso gli appartenenti allo schieramento che lui non gradisce e per quello che riguarda sia gli ospiti che le relative domande rivolte loro, risultano spesso scontate e superflue e una tale miscela, a mio avviso, lascia negli spettatori il senso dell’inutilità.
A mio parere, non assolve bene neanche la parte che dovrebbe recitare in commedia. Sono certo che anche gli elettori di centro destra lo trovino deludente.
Il continuo ricorrere alle interviste per strada, anch’esso, sembra inefficace, perché appaiono talmente selezionate, che perdono di qualsiasi valore.
Credo che stia ancora lì per una forma di attaccamento da parte del Capo a tutti quelli che hanno contribuito al successo delle sue attività, dalle reti televisive, al calcio, ben sapendo che, con certezza, non lo aiuta a prendere neanche un voto in più, anzi o è indifferente o rischia addirittura, a mio avviso,  di fargliene perdere.
Questa è una cosa che la proprietà non è possibile che non sappia, evidentemente non se la sentono di lasciare liberi professionisti con i quali hanno legami affettivi sul piano personale e non  è l’unico esempio che si potrebbe fare, malgrado si tratti, sempre, di ditta privata tendente al guadagno.
Vorrei chiarire che, da un punto di vista umano, non ho nulla contro Emilio Fede, anzi, per quello che vale, il mio parere, mi è anche simpatico. Mi dà la sensazione di un uomo che nonostante l’età, si è goduto e continui a godersi la vita e questo io l’ho sempre considerato come  un grandissimo pregio e qualche volta anche invidiato, è che sono proprio convinto che un TG si potrebbe fare molto meglio.
Inoltre, vengo da una generazione che mantiene il rispetto per le persone non più giovani e non sono convinto che il problema sia di età ma di qualità personali.
Potrebbe fare il giornalista, l’editorialista, scrivere libri, mettersi a fare delle scenette televisive, perché,ogni tanto riesce anche, non so quanto consapevolmente, ad essere spiritoso, basta che al TG4 ci mettano uno che lo faccia meglio.
Ma sono scelte che, probabilmente, chi se ne intende molto più di me, fa e che possono derivare dai motivi che ho già espresso, ma anche da altri che a me, risultano arcani,sicuramente per colpa mia.
Non si capisce ad esempio,perché è l’unico telegiornale italiano che non da i titoli all’inizio, che potrebbe anche essere una scelta, anzi lo sarà sicuramente, ma che è piuttosto scomoda per l’utente a cui farebbe piacere sapere di cosa si parlerà, visto che non sempre è interessato a qualsiasi argomento trattato.
C’è una trasmissione radiofonica RAI della sera, che dà tutti i titoli dei telegiornali, in diretta man mano che escono, naturalmente ad eccezione del TG4 sul quale taglia corto, perché approfondisce subito il primo servizio e questa, per esempio, è una pubblicità gratuita mancata, oltretutto fatta su una rete concorrente.
Per chiarire meglio, tutto ciò, non è, e non vuole essere, un discorso sulla qualità dei telegiornali italiani in genere, perché se no, almeno da parte mia, ci sarebbe molto da dire, né un attacco personale a un unico personaggio, che può restare al suo posto altri cent’anni, senza che mi cambi quasi niente.
Dietro c’è solo la curiosità di capire come un’azienda che è sicuramente ben gestita, su tre telegiornali che manda in onda, uno, penso per scelta, non può essere considerato tale, perché tratta soprattutto gossip e di notizie ne dà veramente poche e brevemente, l’altro è fatto piuttosto bene e del terzo ho già detto.
Probabilmente l’azienda non vuole essere coinvolta troppo politicamente, considerando che il maggiore azionista è anche il Presidente del Consiglio, ma allora a mio avviso,sarebbe meglio fare un altro telegiornale come il TG5,o come Studio Aperto, il più possibile asettici, perché farne uno che è considerato da tutti di parte, in quel modo, non mi sembra molto produttivo,se deve essere di parte, almeno lo sia qualitativamente.
Lasciando le cose come stanno, si prendono le accuse, spesso gli insulti, senza neanche i risultati.
Non so se ho ragione, riflettendoci bene, perché se guardo quello che è successo ultimamente in politica, anche per merito o per colpa delle cose che ha scritto il Giornale, che è fortemente di parte, ma è scritto molto bene, dovrei dire che forse, meglio tenersi Fede.
Certo con lui attacchi diretti alle persone,specie agli avversari politici,non ce ne sono e non ce ne saranno mai,credo e di questo gli va dato anche merito.
La mia presa di posizione esce spontaneamente nel momento in cui sono costretto a costatare che la sinistra, che secondo me avrebbe meno argomenti per avere ragione, riesce a fare telegiornali e trasmissioni ben fatte e che hanno un seguito, a volte anche importante, e il centro destra non ci è mai riuscito e, partendo da questo, potrei citare altri oltre Fede.
Infine sono spiacente di essermela presa così duramente con una sola persona,sulla quale però hanno detto di tutto e in tanti,qualche volta anche con offese pesanti dalle quali mi sento di distaccarmi totalmente e per farmi perdonare lancio un appello:
Ormai siamo diventati il paese delle collette e quasi ogni giorno in qualche trasmissione veniamo spinti a fare una telefonata o un SMS per donare denaro a qualche opera buona o  associazione benefica,una volta di importante c’era solo TELETHON,adesso è un continuo chiedere.
Spesso si fa, ma in un paese come l’Italia ti resta sempre il dubbio su dove effettivamente finiscano i nostri soldi.
Se volete ora abbiamo sicuramente uno scopo e una motivazione e certamente, siatene convinti, le offerte sarebbero ben utilizzate.

AMICI, SIATE GENEROSI, FACCIAMO UNA ALLEGRA,SPENSIERATA E CONVINTA COLLETTA PER MANDARE IN PENSIONE CONTENTO EMILIO FEDE! (SORRISO)
Se per caso, dovesse inopinatamente sapere di questo mio scritto Emilio Fede o se addirittura gli dovesse capitare di leggerlo, vorrei precisare che non si tratta di un attacco alla persona.
Lo può sembrare, ma nasconde, tra le righe, anche una buona parte d’ironia e, sapendo che lui è sicuramente un uomo di spirito, spero che capirebbe e perdonerebbe.
Contiene, però qualche consiglio fatto da un telespettatore e non da un addetto ai lavori, che fa parte del pubblico al quale lui cerca in  tutti i modi di rivolgersi o se, per caso, non lo facesse abbastanza, dovrebbe.    

giovedì 16 dicembre 2010

LA MIA GATTA

LA MIA GATTA
La mia gatta si chiama Zazà ma la chiamiamo Pizzi, Pizzi, e non so perché.
La mia gatta è molto bella anche per essere un gatto.
La mia gatta è freddolosa e ha un termostato di precisione interno che le fa sentire ogni minimo cambio di temperatura con conseguenze immaginabili.
La mia gatta dorme quasi sempre, ma quando è sveglia non passa inosservata.
La mia gatta è sveglia quando vuole mangiare e per quei cinque minuti nei quali ha deciso di giocare o di infastidirti in vari modi.
La mia gatta quando gioca ridiventa cucciola e un po’ pazzerella,corre come una matta,fa voci baritonali sempre diverse e poi dopo cinque minuti, stanchissima, torna a dormire.
La mia gatta è sensuale in tutte le sue movenze leggere e armoniose.
Se ti metti in poltrona, sembra che dorma, ma dopo due minuti te la trovi in braccio.
Se per caso quel giorno hai qualche dolore,puoi star certo che lei si mette proprio sopra a dove ti fa male.
Se ti metti al PC puoi scommetterci che dopo poco lei si mette davanti allo schermo e se la sposti oltre a protestare, dopo un po’ torna.
Se leggi il giornale di solito ti si mette davanti sino a che o  la cacci bruscamente o  smetti di leggere.
Se ci sono punti dove non deve passare si può stare certi che ci passerà.
Le piace in particolare la tastiera del computer ma solo se è acceso se no non lo considera neanche.
Sembra quasi,anche se so che non è così, che si renda conto che passandoci sopra, scriva.
Il decoder di Sky poi è una sua particolare  passione,sempre quando noi stiamo vedendo la televisione e lei camminandoci sopra, sistematicamente, ci cambia canale.
La mia gatta ha un udito formidabile, perché, anche mentre dorme,sente qualsiasi minimo rumore, anche stando in un’altra stanza, se si tratta di pappa, perché degli altri non le interessa nulla.
Ormai faccio una gara con lei e dalla cucina  taglio una confezione di cibo con le forbici facendo anche altri rumori e cercando di fare  più piano possibile,ma lei per quanto faccia, appena ho tagliato la confezione sta lì con in naso all’insù,allegra e sveglissima,con l’espressione che dice “dai sbrigati, quando si mangia?”.
Ogni tanto si nasconde, quasi sempre in qualche mobile, silenziosissima e quando, dopo un po’che non la vediamo in giro, iniziamo a cercarla, non risponde alle chiamate mai, ben sapendo che chiamiamo lei e quando alla fine riusciamo a trovarla ti guarda come dire: “ma che vuoi? Perché dovevo rispondere?”
La notte dorme con noi sul letto anche se il suo più grande desiderio e di entrare sotto le coperte in mezzo a mia moglie e me e quando ci riesce, comincia delle fusa che sembra un gruppo elettrogeno in funzione.
La mia gatta è un Barone Rampante perché gli si possono dare le cucce più belle e comode che sia possibile trovare,se sono a terra lei non ci dorme, le piacciono tutti i punti alti e possibilmente caldi, comodi  e in ogni caso non dorme o non sta in nessun posto si voglia farla stare noi,almeno fino a che non lo ha deciso lei.
Quasi mai la sua decisione concorda con le nostre.
Non è possibile lasciare a casa buste di cartone “incustodite” perché lei ci si infila subito dentro sia che c’entri bene, che debba forzare l’entrata pensando di essere più piccola di quello che è.
Una volta entrata aspetta che mia moglie prenda la busta per i manici e la dondoli,più forte è, meglio è.
Il mio gatto è un po’ strano,ama l’altalena.
Pizzi Pizzi però è anche dolce almeno quando lo decide lei.
Non è aggressiva mai,non graffia,non morde,meno quei cinque minuti di gioco, quasi sempre provocati da noi per crearle un diversivo, ma anche in quel caso non diventa mai veramente aggressiva,come molti altri gatti.
E’ curiosa come un gatto ma poco avventurosa. Avrebbe l’istinto di uscire,di scoprire cosa c’è fuori di casa ma rientra subito perché…. la prudenza  innanzi a tutto.
Ama le carezze soprattutto sulla pancia,anzi quella,per lei è la condizione nella quale si trova meglio.
In quel caso si rilassa completamente a pancia all’aria con le zampe larghe tipo coniglietto e si lascia massaggiare dimostrando con voci e con movimenti che è la  cosa che gradisce di più.
Solo in quei momenti,che una volta cominciati per lei non dovrebbero avere fine,si concede nella maniera più totale e non è sempre all’erta,tesa come in tutte le altre condizioni,anche quando dorme.
In quei casi ci facciamo anche grandi chiacchierate perché emette suoni di piacere che non possono essere considerati miagolii e che sono sempre diversi, secondo i momenti e anche in risposta a quello che gli diciamo noi.
Il dialogo comunque, sembrerà da matti per chi non ha avuto esperienze simili,ma è continuo,tutte le volta che lei ha qualcosa che non va bene,con una gamma di versi quasi infinita, lo fa capire abbastanza chiaramente, alle volte arriva anche a sgridarci se non facciamo quello che vorrebbe lei e tutto questo modulando le voci.
Già mi immagino,  chi starà leggendo, cosa penserà di questo: “Parlano con i gatti, sono fuori di testa”.
Non facendo parte di quella categoria, purtroppo, sempre meno diffusa a Roma, di donne anziane e meno anziane che da noi chiamiamo “gattare” e che realmente in certi casi sembrano essere un po’ fuori dal mondo,vi assicuro che i gatti parlano,chi più chi meno,ognuno con un suo linguaggio, ma parlano e si fanno capire.
Il problema è che spesso noi non ci facciamo capire da loro,o meglio spesso loro fanno finta di non capire, perché gli fa comodo.
Insomma, pare impossibile che un esserino così piccolo e così indipendente almeno per certi versi, possa riempire una casa e farsi notare quando manca.
Certo per chi desidera un animale che faccia realmente compagnia, che ti ami incondizionatamente e faccia tutto quello che gli chiedi, è meglio che lasci perdere i gatti e si faccia un cane.
Ma anche il gatto a suo modo,senza dimostrarlo apertamente si affeziona,anche se sempre per un suo tornaconto, naturalmente.
Se manchi dimostra di sentire l’assenza,anche se la lasci in ottima compagnia e pur avendo un adattabilità invidiabile.
In genere quando torni,invece di farti le feste come un cane,che qualsiasi cosa gli hai fatto è sempre felice di vederti,per un po’ non ti considera proprio e si dimostra arrabbiata con te perché l’hai lasciata sola.
A suo modo vorrebbe punirti perché, per lei, non concedersi, è la più grande punizione che possa darti, visto che,in fondo, lei pensa di essere la padrona di casa e che tutti gli altri siano ospiti.
Per fortuna dopo un po’ gli passa e tutto torna come prima.
Insomma la mia gatta è una gran rompiballe, ma ormai anche volendo non ne potrei più fare a meno.
 


mercoledì 15 dicembre 2010

FINI….CHE BRUTTA FINE

FINI….CHE BRUTTA FINE
Berlusconi ha vinto,Fini ha perso,questo è il reale e concreto risultato dei voti di ieri, al netto di tutte le interpretazioni e dietrologie dei politici e dei giornalisti più importanti,che,al momento,rimangono opinioni personali,molto spesso interessate.
Quello che succederà da adesso in poi  non lo sa nessuno, neanche Berlusconi che,una volta in più ha dimostrato di essere il più giovane di tutti, perché sempre provvisto di idee nuove e di conigli nel cilindro.
Dovrà tentare alcune strade, che non è detto che gli si aprano in tutto o in parte,per rafforzare nei numeri un governo che sembrerebbe avere tutte le intenzioni di andare avanti,alla faccia di tutti quelli che danno le elezioni in primavera per  quasi certe.
Per Fini si tratta della fine politica almeno per un po’,perché, malgrado in Italia non si possa dare niente per scontato,se un minimo di coerenza è rimasta, uno che crea tutto questo pandemonio in poco più di 2 mesi, e poi perde soprattutto perché 3 dei suoi non lo seguono più,dovrebbe tirarne le conseguenze.
L’ambizione non basta a fare un leader,visto che,alla prova dei fatti, avendo fatto una scissione,comincia a perderne il controllo nel giro di poche settimane e soprattutto perché è povero di idee vecchie o nuove che siano e quelle che esprime sono mutuate da slogan,che tra l’altro non gli dovrebbero appartenere.
L’altro giorno dalla Annunziata, non sembrava Fini,sembrava Di Pietro.
Va bene che,secondo me la coerenza in assoluto non è un grande valore,specie se non è accompagnata da contenuti importanti,ma c’è un limite a tutto.
Non si può passare da frasi che riecheggino al fascismo, a opinioni che scavalchino a sinistra il PD o iniziare  decantando i valori cristiani e finire nel più avanzato laicismo.
La sua vita politica e il suo destino fino ad ora sono stati quelli di fare il delfino,prima di Almirante e poi,sperava lui,di Berlusconi,ma non rassegnandosi al ruolo e, soprattutto, quando si è reso conto che diventava sempre più improbabile che Berlusconi si facesse da parte, lasciando il posto a lui,ha immaginato di poterlo eliminare per prenderne il posto.
La fine di questo progetto l’abbiamo vista ieri e,secondo me, è stato un bene per l’Italia,perché come pare che dicesse il povero e intelligentissimo Cossiga: “Fini non potrebbe amministrare neanche un Condominio”.
Personalmente ne sono convinto da sempre.
Il fatto che è stato spesso fatto notare anche parlando con la gente, che fosse più simpatico agli avversari politici che ai suoi, a mio avviso non è un merito, ma un ulteriore prova di idee poco chiare.
Uno statista non è quello che cerca di abbracciare tutte le idee che sembrano essere condivise da molti, anche se contrastano con i principi seguiti sino a quel momento.
Uno statista dovrebbe essere chi sa diffondere le sue di idee facendole accettare, a prescindere dall’umore del momento e anche se a tutti è concesso di cambiare opinione, ci sono dei limiti almeno se si ha l’ambizione di guidare una nazione.
Ultimamente la sua vita è stata anche macchiata da qualche scandalo o scaldaletto che ne ha attenuato la figura, anche da un punto di vista della correttezza personale e questo da quando ha cambiato moglie,dando la sensazione di subirne il condizionamento.
Se fosse così,sarebbe un’altra dimostrazione che è carente di personalità e il suo modo di reagire contro quei giornali che sull’argomento lo hanno attaccato,appare come  una mancanza di equilibrio e di statura politica.
Se Berlusconi avesse avuto una reazione proporzionata a quella di Fini, considerando le cose che hanno scritto di lui,che avrebbe dovuto fare,sparare ai giornalisti?
A caldo sembrerebbe che non abbia nessuna intenzione di dimettersi da Presidente della Camera, anche se, per le cose già successe,a detta di molti,sarebbe stato giusto che lo avesse già fatto.
Se continuerà in questa convinzione,non farà che peggiorare l’opinione che di lui si sta facendo sempre più gente, perché la dignità è una qualità molto più compatibile con un politico serio, della testardaggine o dell’illusorio convincimento che, mantenendo una poltrona, sarà più facile prendersi una rivincita o sopravvivere.
Non so cosa si riservi per il futuro e credo che nessuno lo sappia,probabilmente neanche lui, in  questo momento,ma una cosa risulta comunque chiara almeno a me, che, come spesso è successo nella storia, uomini anche molto più importanti e di personalità di Fini, abbiano perso lucidità per colpa di una donna,che prima li ha spinti verso traguardi spesso irraggiungibili e poi li ha portati alla rovina, partendo da Sansone in poi.
Da qui la famosa e un po’ volgare frase: “Tira più un pelo di…… che un carro di buoi”
Questo per voler ammorbidire un po’ le cose dette e per cercare di concedergli un’attenuante e una spiegazione ad un comportamento che, negli ultimi due anni almeno, è sembrato ai più, incomprensibile.
Se invece la sua compagna non c’entra nulla e il suo comportamento è tutta farina del suo sacco, forse ne acquista in autonomia, ma, per uno che nella vita non ha fatto altro che il politico di professione, le scelte operate, purtroppo per lui, lo qualificano,senza ulteriori commenti.





martedì 14 dicembre 2010

AVREI POTUTO FARE IL GIGOLO’

AVREI POTUTO FARE IL GIGOLO’

Se penso che avrei potuto fare il gigolò….
Non che fosse una mia grande aspirazione,ma sapere di averne le qualità, dà una certa sicurezza e autostima.
Ora,come ora, mi sono rimasti solo gli occhi e la parola e mi sa che non bastano,ma in compenso, sono una specie di condanna a morte.
Il fisico purtroppo non risponde più agli impulsi,ma quelli continuano ad esserci ed il fatto di non essere più in grado, non mi ha privato del desiderio e neanche della capacità di affascinare una donna,anzi ho come la sensazione,che adesso che non ci provo seriamente, perché so di non poter raggiungere l’obiettivo,ci riesco anche  più di prima.
Sarà perché non essendoci veramente l’intenzione di andare fino in fondo,sono più rilassato,non mi interessa il risultato e forse le donne se ne accorgono e lo gradiscono,chissà.
Si tratta di un “cazzeggio” che  mi da solo una soddisfazione tutta psicologica,nella quale devo fare, però, molta attenzione a non esagerare, perché, se poi qualcuna vuole passare dallo scherzo,dalla schermaglia verbale ai fatti,come faccio? Come mi comporto? Ci mando una controfigura? Non ho neanche fratelli gemelli da utilizzare.
Ho sempre pensato prima che mi succedesse questo, che sarei invecchiato serenamente anche dal lato del sesso e che diminuendo la potenza fisica, sarebbe diminuito progressivamente anche il desiderio.
Non so se la realtà sia questa o se sarebbe stata questa per me,ma quello che  mi è successo è stato talmente improvviso che  si può considerare una tortura,una punizione non so bene per quali colpe.
Sembra proprio  un castigo che si aggiunge a tutto il resto relativo alla malattia che già da sé, sarebbe più che sufficiente a farti stare molto male.
Cerco di sublimare quel lato dei miei pensieri dedicandomi ad altri interessi ma con un relativo risultato.
Come esco da casa non vedo altro che ragazze e donne e come faccio a non notarle?
Per fortuna che è finita la stagione calda, adesso sono un po’ più coperte e il supplizio è un pochino diminuito,anche se, come c’è uno spicchio di sole, il modo per mostrarsi lo trovano sempre.
Avete notato che, da un po’ di anni, non esistono quasi più le racchie,quelle che una volta chiamavamo con termine non tanto elegante,cozze? Mentre sono molto aumentate quelle belle.
Farà sempre parte del mio castigo? Speriamo di no,ma certo non mi aiuta a non pensarci.
Potrei tentare di fare il platonico,inventare una nuova figura di accompagnatore piacevole e divertente che però occupa i dopo cena concedendo tutto di sé meno una cosa.
Almeno io posso assicurare che non registrerei gli incontri,che non ne parlerei con i giornali per guadagnarci sopra o per un po’ di notorietà.
E’ opinione diffusa (non so quanto vera), che le donne in amore siano molto più cerebrali degli uomini,magari potrebbe funzionare come diversivo, visto che qualcuno che le possa soddisfare nell’altro senso non dovrebbero avere difficoltà a trovarlo.
Il problema è che non so se piacerebbe a me,anzi sono sicuro di no,almeno fino a che non riuscirò a rassegnarmi definitivamente, che il sesso per me è finito.
I medici mi tentano con rimedi chimici che non sono la pillola azzurra, che nel mio caso purtroppo non basterebbe,ma con altri sistemi,che comunque, in questo momento,  se non migliora il mio stato fisico generale,non potrei adottare.
Non so se lo farò mai, perché, anche se ti raccontano un sacco di storie, è una cosa preparata a freddo e se al sesso togli la spontaneità non so quanto rimane.
Staremo a vedere, quando e se sarò in grado,se me la sentirò di provarci.
Ma forse alla fine è tutto solo nella mia testa e ragionandoci forse riuscirò a trovare un equilibrio.
In fondo sono molte le cose che mi piacciono oltre le donne e non tutte me le potrei o vorrei portare a letto.
In strada per me è normale fermarmi a guardare un bel cane,una bella pianta,un bel paesaggio,un’opera d’arte,si tratterà di guardare allo stesso modo anche le donne.
Sono fortunato perché il mio amore mi è molto vicina in questo momento, come sempre,mi piace dormirci insieme,toccarla e farmi toccare,senza intenzioni sessuali,ma in modo lo stesso molto piacevole,tenero e dolce.
L’unica cosa che mi dispiace è che il castigo che è toccato a me, di conseguenza tocca anche lei,che però,almeno apparentemente, non me lo fa pesare e di questo le sono molto grato.
Insomma,magari non potrò più fare il gigolò, nel caso avessi deciso di farlo,ma qualcosa mi rimane e, se saprò dare un senso a quello che resta della mia vita, forse avrò ancora la possibilità di essere, se non proprio felice, abbastanza contento, sempre insieme alla mia donna.
Potrei,per esempio, mettere su una scuola per uomini, di consigli sul sesso,visto che, a detta  delle donne, la maggior parte di loro pare che siano scarsi.
Essendo io nato e vissuto sempre a Roma,potrei dedicarmi al giardinaggio nella casa di campagna.
Non essendo capace di accendere il gas, potrei dedicarmi alla cucina e deliziare con i miei manicaretti tutta la famiglia e gli invitati.
Quello che conta è la volontà e la dedizione e qualunque cosa mi metterò a fare, c’è sempre tempo per imparare,per appassionarsi e magari per diventare pure bravo e chissà che strade che ritenevo per me assolutamente impraticabili,possano diventare, negli anni del tramonto,una parte importante e appagante.
Non c’è solo il sesso nella vita.
Verissimo e anche giustissimo,ma certo……UN BELLA DONNA,però……….